venerdì 15 febbraio 2008

LA 194 NON SI TOCCA!




14 Febbraio, Milano: Centinaia di manifestanti in difesa del diritto all'aborto nei 2 presidi milanesi!( S.Babila e clinica Mangiagalli)










A Napoli la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Adesso basta. Comunicato stampa




Con il blitz della polizia al Policlinico di Napoli ieri si è oltrepassato ogni limite.
In un clima pazzesco da caccia alle streghe gli agenti del commissariato Arenella di Napoli, per una presunta notizia anonima di feticidio, irrompono nel reparto dove una donna ha appena interrotto una gravidanza usufruendo della legge dello Stato 194: gettano il panico tra pazienti, infermiere, medici. sequestrano feto e cartella clinica, individuano la "criminale" e procedono ad interrogatorio.
Una violenza inaudita e senza precedenti operata dalle forze dell'ordine sulla quale pretendiamo che vengano individuate le precise responsabilità.
Una violenza che si inserisce in un clima politico e culturale nel paese in cui come non mai sotto attacco è la libertà delle donne, la loro autodeterminazione, la legge 194. A condurre la crociata sono Vaticano, atei devoti, testate giornalistiche, politici che dai salotti televisivi e a mezzo stampa in tutte le salse invocano la sacralità della vita, ci spiegano il dramma dell'aborto, sono pronti a fare del riconoscimento dei diritti dell'embrione la testa di punta della prossima campagna elettorale. Sono questi i fili di una stessa trama su cui si articola la campagna ideologica in atto intrisa di nuovi fondamentalismi e dell'ossessione maschile di controllare il corpo femminile, mentre gran parte della sinistra resta silente o indifferente.
In tutta Italia le donne si stanno autoconvocando in assemblee e stanno manifestando pubblicamente la loro rabbia e la loro indignazione per quanto accaduto.
Mobilitiamoci ovunque per difendere la nostra libertà e la nostra autodeterminazione. Linda Santilli, Forum delle donne Prc-Se


Le mobilitazioni in tutta Italia


Palermo - 14 febbraio ore 17.00 - Istituto Gramsci - Cantieri Culturali della Zisa - riunione Coordinamento Donne 194
Torino - 14 febbraio ore 17.30 - Palazzo Nuovo - auletta "Unilotta" Primo piano - riunione Coordinamento Donne torinesi/piemontesi
Napoli - 14 febbraio ore 17.00 - Piazza Vanvitelli - Mobilitazione contro chi vuole ammanettare l'autodeterminazione
Bologna - 14 febbraio - ore 17.00 - al Sant'Orsola in Via Massarenti 9 - Presidio: Difendiamo la libertà di scelta delle donne!
Milano - 14 febbraio ore 17.30 - Piazza San Babila - presidio che continuerà con un volantinaggio davanti la clinica Mangiagalli contro il blitz napoletano
Milano - 14 febbraio ore 18.00 - presidio in Via della Commenda - clinica Mangiagalli - in risposta al blitz napoletano
Roma - 14 febbraio ore 17.00 - davanti al Ministero della Sanità - Lungotevere Ripa, 1 - sit in contro la violenza perpetrata ai danni di una donna al Policlinico Federico II di Napoli
Brescia - 14 febbraio ore 18.30 - davanti agli Spedali Civili - presidio contro il blitz napoletano
Firenze - 14 febbraio ore 17.00 - davanti la Prefettura in Via Cavour 1 - Presidio contro l'irruzione a Napoli
Venezia - 14 febbraio ore 15.30 - davanti l'ex ospedale G. B. Giustinian, Dorsoduro 1454 (Fondamenta Ognissanti) sede attuale del consultorio - presidio contro l'irruzione napoletana
Genova - 14 febbraio dalle 17.00 in poi - Piazza de Ferrari, Via XX Settembre, Piazza Matteotti - Per un san Valentino Laico



giovedì 7 febbraio 2008

MAI PIU SFILATE FASCISTE A MONZA!

10 febbraio 2008:
L'EVENTO DI STRADA DELL'ANNO
RIPRENDIAMOCI LE STRADE:MAI PIU SFILATE FASCISTE A MONZA



COMUNICATO
Da qualche anno ormai in occasione della Giorno del Ricordo vengono organizzate in città una serie di iniziative commemorative da soggetti che,dietro nomi e sigle di fantomatiche associazioni “culturali” costruite ad hoc,nascondono il tentativo di ricomposizione di gruppi politici dell'estremadestra neo-fascista. Lo scorso 10 febbraio hanno sfilato per le vie del centro di Monza fascisti in doppiopetto e squadre di naziskin provenienti da tutta la Lombardia.Anche quest'anno, con l'appoggio della Giunta Comunale, è stata organizzata una settimana di iniziative dalle stesse associazioni.Il tentativo di riabilitare l’ideologia fascista che la storia della nostra Costituzione ha già condannato, appare chiaro a chiunque dia uno sguardo ai materiali che queste associazioni diffondono ed alle iniziative che organizzano. Parlano di Foibe in maniera faziosa, “utilizzano i mortiper imbrogliare i vivi”, isolandole dal contesto storico di riferimento.- Per riappropriarci di un ricordo critico e consapevole- Per garantire a Monza una piazza liberata dall’ estremismo di destra- Per dimostrare che Monza è antirazzista e multiculturale- Per mostrare al sindaco, che ha reso omaggio a un gerarca fascista, che non ha alcun mandato per riscrivere la storia italiana- Per dare voce e visibilità ad un tipo di aggregazione che rifiuta e si oppone all’omologazione dei miti ultranazionalisti- Per non rimanere in silenzio davanti alle continue aggressioni contromigranti, associazioni, Arci, centri sociali o sedi dell’Anpi.Invitiamo la cittadinanza di Monza e Brianza, le comunità migranti, leassociazioni formali e informali, i singoli cittadini a scendere in piazzail 10 febbraio 2008 in piazza S.Paolo, dalle h.15'.
Del fascismo ricalcate pure le orme, trovate pure metodi nuovi e passati.La tirannide di ieri e di oggi abbatteremo..'Monza Antifascista
X informazioni ed adesioni: monzantifascista@inventati.org


dalle ore 15 in piazza San Paolo --->

hIP hOP jAM conSKONE (Funkyamama Crew) http://www.myspace.com/skoneth

JACK THE SMOKER (Spregiudicati Crew) http://www.myspace.com/jackthesmoker

CLAN DEL VIZIO (Local Rap Crew) http://www.myspace.com/clandelvizio2P

(KillaCombatChampion) http://www.myspace.com/fresh2p
+ WRITING ACTION BYTIMELAPSES CREW www.myspace.com/timelapses

dalle ore 17 ---> STREET PARADE ANTIFASCISTA per le strade di Monza si balla con
BRAVI RAGAZZI SOUND SYSTEM (trash_revival) http://www.braviragazzi.org/
UK SUBS (leggende del punk - original line up from London)http://www.uksubs.co.uk/ www.myspace.com/uksubscom

ore 20.30 ---> cena popolare presso la FOA BOCCACCIOtutto organizzato da MonzAntifascista

giovedì 31 gennaio 2008

SABATO 2 FEBBRAIO 08 - ORE 15

Diverse realtà milanesi, associazioni e centri sociali hanno deciso di scendere in piazza il 2 febbraio, in occasione dell'arrivo a Milano, nell'ambito della campagna pro Expo 2015, dei commissari del Bie e dei rappresentanti dei 140 paesi che ne fanno parte.Ancora una volta Milano dal 2 al 5 febbraio tornerà ad essere una città vetrina, in cui non c'è spazio per ciò che la giunta milanese considera "rifiuti": il processo di espulsione e di "pulizia" colpisce dal murales, al rom, dal senzatetto, al centro sociale, attraverso un controllo sfrenato e una vera e propria militarizzazione del territorio.Ma questi giorni sono solo l'apice di quanto avviene quotidianamente in città e nelle periferie, dove le politiche securitarie di chi amministra sono l'altra faccia del processo di speculazione, cementificazione e devastazione dei territori controllati.CONTRO LE POLITICHE SECURITARIE, LE SPECULAZIONI SUL TERRITORIO E LA CITTA' VETRINA

“+ SAPERI – CASERME”: 500 STUDENTI IN PIAZZA A RHO


Oggi siamo scesi in piazza per le strade di Rho in più di 500 per far sentire la nostra voce al sindaco Zucchetti e all’amministrazione comunale che fino a questo momento hanno impedito la costruzione della nuova sede del Liceo Rebora. Il corteo ha attraversato Rho, passandoaccanto a dove dovrebbe sorgere la nuova sede della scuola, arrivando sotto al Comune. Il sindaco ancora una volta non ha voluto incontrare gli studenti perseverando nel suo atteggiamento di arroganza e chiusura.Ribadendo la necessità che il sindaco interloquisca direttamente con loro, una delegazione di studenti ha portato al vicesindaco e all'assessore all'istruzione centinaia di fogli bianchi accartocciati, a rappresentare l'assenza di prospettive per il futuro della loro scuola.Il corteo è proseguito fino al Centro Sociale SOS Fornace, a dimostrazione che gli studenti hanno bisogno di spazi sociali e luoghi nei quali accrescere i propri saperi invece di politiche securitarie che vanno a discapito di investimenti nelle spese per le politiche sociali e nell'istruzione.Critichiamo fortemente la scelta della Giunta comunale di disattendere il protocollo d’intesa approvato nel maggio del 2007 nel quale è previsto per questo mese l’inizio dei lavori per la nuova scuola. Purtroppo, ilsindaco ha deciso di mettere i bastoni tra le ruote all’inizio dei lavori negando alla Provincia i terreni comunali sui quali sarebbe dovuto iniziare la costruzione. Una scelta tutta politica, visto che nel piano triennale delle opere è previsto per il 2008 lo stanziamento di 3.300.000 € per un nuovo commissariato di polizia a fronte di una spesa di 2.300.000 € per la costruzione della palestra, che sarebbe fruibile da tutta la cittadinanza.Gli studenti attendono ancora di sentire direttamente dal sindaco quale sia il futuro per la loro scuola.Le mobilitazioni degli studenti continueranno nei prossimi giorni e fino a quando non ci saranno le garanzie sulla realizzazione della nuova sede.

Collettivo studentesco Rebora – SOS Fornace
sotto sgombero

martedì 22 gennaio 2008

500 a Rho contro lo sgombero della Fornace!Aspettando il corteo studentesco del 25 Gennaio!




19 GENNAIO 2008 RHO: PIU' DI 500 PERSONE IN PIAZZA IN DIFESA DELLA FORNACE
La città di Rho, dopo anni di silenzio, ha visto le proprie strade invase da più di 500 persone di ogni età che hanno gridato a gran voce un “No!” deciso allo sgombero del Centro Sociale SOS Fornace. Un corteo pacifico, creativo, colorato e comunicativo, ma fortemente determinato. Le politiche securitarie della giunta Zucchetti sono state pesantemente criticate durante il corteo: su tutte la volontà di sgomberare il centro sociale e di realizzare una nuova caserma utilizzando i fondi originariamente destinati alla costruzione della nuova sede del Liceo Rebora. Con noi in piazza molti studenti a dimostrare una solidarietà attiva alla Fornace e la propria contrarietà alla militarizzazione del territorio a discapito del diritto allo studio e a una socialità non mercificata: per questo scenderemo nuovamente in piazza a fianco degli studenti venerdì 25 gennaio per chiedere l'immediata costruzione della nuova sede del Liceo Rebora. Le iniziative contro lo sgombero dell'SOS Fornace non sono terminate con la fine del corteo odierno. Già domani alle h. 18 all'interno dello spazio di via S.Martino 20 si terrà un'assemblea pubblica di valutazione e rilancio delle mobilitazioni antisgombero. La partecipazione alla giornata di oggi è un punto di forza in vista della possibile trattativa con l'amministrazione comunale, che non può più ignorare che la Fornace rappresenti un vivace e reale punto di riferimento per l'universo giovanile del territorio.


domenica 20 gennaio 2008

Scuole non caserme, Spazi non sgomberi!!



COMUNICATO STAMPA GIOVANI COMUNISTI/E: CI MOBILITEREMO CONTRO LO SGOMBERO DEL C.S.O.A. FORNACE
È stato coerente il sindaco Zucchetti di Rho, lo aveva promesso nel suo programma elettorale: "sgombereremo il centro sociale Fornace". Errare è umano ma perseverare diabolico. La coerenza in politica non è un valore quando attacca frontalmente la liberta di autorganizzazione, la necessità di luoghi di aggregazione dei giovani e dei cittadini.
È chiaro l´intento punitivo nei confronti di chi ha rappresentato per tante e tanti una voce contro l´omologazione culturale e politica di una metropoli come Milano. L´obiettivo delle destre è punire chi in questi mesi si è battuto contro la devastazione ambientale del progetto Expo2015, la speculazione edilizia che ne conseguirà. Si vuole sgomberare chi impedisce la costruzione delle cattedrali del neoliberismo, le fiere dell´economia insostenibile.
I giornali locali svelano l´intento dell´amministrazione: la costruzione al posto del C.S.O.A. Fornace di una caserma delle forze dell´ordine. Così invece di destinare i fondi alla ricostruzione della scuola Rebora di Rho garantendo a quei ragazzi e a quelle ragazze luoghi di studio dignitosi si investe sulla militarizzazione permanente del territorio. Ancora una volta si spara alle necessità imminenti delle nuove generazioni.
La Fornace è un luogo d´incontro e di tessitura di relazioni, la più efficace risposta alle solitudini delle nostre città, quelle che alimentano le insicurezze sulle quali le destre costruiscono il leit motiv delle politiche securitarie. Da oggi noi tutti ci sentiamo meno sicuri sapendo che qualcuno vuole lo sgombero di una Zona Liberata dal narcotraffico, dalle mafie che speculano sul traffico di stupefacenti. È facile sgomberare chi è armato solamente della voglia di riconquistare il proprio futuro. Nessuna autorità ha il coraggio di sgomberare le discoteche di una metropoli come Milano che, come documenta l´Espresso, sono il mercato per la diffusione di eroina, cocaina senza nessun tipo di controllo.
C´è una generazione di ragazze e ragazzi che ha deciso di non farsi sgomberare dalla storia. Ci mobilitiamo in maniera permanente per garantire che un luogo in cui il linguaggio della Sinistra - fatto di Solidarietà, Partecipazione, Cittadinanza - possa ancora essere parlato.
SABATO 19 GENNAIO 2008 - CORTEO ORE 15.OO - RITROVO DAVANTI LA STAZIONE di RHO
Giovani Comunisti/e di Milano e provincia
Luca Stanzione 393.8808001 - Daniela Castiglioni 347.4420325

mercoledì 2 gennaio 2008

La lotta dei sans-papiers contro le politiche fasciste di Sarkozy


Parigi - Secondo quanto riferisce il quotidiano « Le Monde », il 20 dicembre scorso nel « Centre di rétention », come chiamano qui i Centri di Permanenza Temporanea, di Mesnil-Amelot, a due passi dalle piste dell’aeroporto internazionale Charles De Gaulle, è iniziato un movimento di protesta dei sans papiers che vi sono trattenuti – o meglio detenuti – in attesa di essere espulsi verso i Paesi d’origine.
Sempre giovedi’ 20 dicembre, un centinaio di sans papiers detenuti a Mesnil-Amelot avevano annunciato la loro decisione di intraprendere uno sciopero della fame illimitato per esigere la loro liberazione e denunciare le condizioni della loro detenzione. La maggioranza dei detenuti è di origine africana: secondo uno di loro, la situazione è dovuta « alla volontà del governo di raggiungere il numero di espulsioni annunciate per il 2007 entro la fine dell’anno ».
In una lettera indirizzata ai consoli dei loro paesi d’origine, i detenuti denunciano « le pratiche ingiuste ed umilianti dell’amministrazione francese, che si fa beffe dei diritti dell’uomo » benché sia proprio la Francia il Paese della « Déclaration des Droits de l'homme et du citoyen del 26 agosto 1789. « Chiediamo che la caccia all’uomo cessi. Che cessi l’invio di false convocazioni alla Prefettura per arrestare la gente », ha aggiunto per telefono Paul, portavoce del movimento di Mesnil-Amelot. Secondo quanto egli ha dichiarato molti sans papiers di Mesnil-Amelot potrebbero unirsi agli scioperanti. Egli stesso ha affermato d’essere al terzo giorno di sciopero della fame e della sete. Il movimento si è esteso, il 29 dicembre, ad altri due « Centres de rétention », quelli di Vincennes – banlieue est di Parigi - : attualmente, il « Centre di rétention » di Mesnil-Amelot ed i due di Vincennes accolgono, si fa per dire, circa 400 persone.
I sans papiers protestano contro le condizioni nelle quali sono stati arrestati e contro le loro condizioni di detenzione. « Abbiamo deciso di intraprendere uno sciopero della fame a partire da questa sera e rifiuteremo di rientrare nelle nostre camere », ha annunciato per telefono all’Agence France Presse Abou (che ha preferito non dire il suo cognome), il portavoce del movimento di Mesnil-Amelot che è stato trasferito venerdì a Vincennes. Abou ha spiegato che, seguendo una prassi consolidata, le autorità del Centre de rétention hanno tentato di risolvere i problemi posti dal movimento trasferendone gli « organizzatori » altrove: evidentemente, la speranza di decapitare e dunque paralizzare le lotte è dura a morire.
Ma la sciagurata politica del numero programmato di espulsioni annuali di sans papiers verso i loro paesi origine attuata dal governo Sarkozy comincia a dare i suoi frutti: la protesta dei Francesi si salda a quella dei migranti. Secondo Pablo Krasnopolsky, insegnante e membro del Réseau éducation sans frontières [Rete Educazione Senza Frontiere], l’organizzazione fa appello perché venga sostenuta la lotta dei sans papiers e chiede la chiusura dei Centres de rétention. Sabato 29 dicembre, solidarietà e sostegno ai sans papiers in lotta sono giunti dalla FSU, la più importante federazione sindacale degli insegnanti.I detenuti protestano anche e soprattutto contro la sorte loro riservata in Francia e la vera e propria caccia all’uomo di cui sono fatti oggetto. Infatti, sottoposti alla pressione politica del numero programmato di espulsioni, le prefetture e i servizi di polizia ricorrono a tutti i mezzi ed a tutti gli stratagemmi possibili per fermare, rinchiudere nelle prigioni amministrative gli stranieri ed espellerli
Rastrellamenti sui mezzi di trasporto e per la strada, operazioni di polizia nei luoghi di lavoro e perfino nei negozi, come è avvenuto mercoledì scorso a Parigi, convocazioni-trappola, controlli a seconda del colore della pelle, fermi nelle abitazioni, tutto fa brodo per rispettare la « quota » prefissata, l’obiettivo di 25 000 vite distrutte nel 2007. Malgrado la loro difficile situazione (condizioni carcerali in cui la polizia ha tutti i poteri, possibilità di dispersione dei detenuti, minacce di espulsione immediata), quelli di Mesnil-Amelot sono riusciti ad organizzarsi e ad elaborare le loro rivendicazioni, essenzialmente la fine della caccia all’uomo di cui sono vittime, e a far conoscere il loro movimento. Davanti alla rivolta dei detenuti contro la sporcizia e la promiscuità nelle quali sono costretti a vivere ed il bando che li aspetta, le autorità conservano il silenzio.
I responsabili della prigione amministrativa di Mesnil-Amelot non sono autorizzati a parlare, il ministro Hortefeux è in vacanza e il presidente Sarkozy spende in Egitto i soldi dei suoi amici miliardari o dittatori, gli stessi che, contribuendo a far regnare un ordine economico e politico ingiusto nei paesi poveri provocano l’immigrazione. Come dicono essi stessi, i detenuti di Mesnil-Amelot, come d’altronde la quasi totalità dei sans papiers, sono lavoratori con una famiglia a carico, in Francia o nel paese d’origine. Le persecuzioni di cui sono vittime non hanno altra giustificazione se non l’ostinazione dottrinaria e la demogogia xenofoba dei fanatici dell’espulsione. La solidarietà di tutti coloro che si indignano davanti all’oppressione e all’ingiustizia cresce: ne sono prova la mobilitazione del più grande sindacato degli insegnanti e della Rete Educazione senza frontiere, da anni sulla breccia per difendere soprattutto i bambini figli di sans papiers che frequentano le scuole dalla politica disumana di Sarkozy.
Una politica inaugurata dall’attuale presidente prima della sua elezione, quando era ministro degli Interni nel governo del rivale Villepin: una politica che si è tradotta – giusto per citare qualche esempio - nell’arresto di un nonno di origine cinese che andava a prendere il nipotino a scuola e nel suicidio di alcuni sans papiers terrorizzati dalla polizia. Ma, come è noto, i sans papiers non votano e votano invece quelli ai quali una propaganda xenofoba e razzista, cinica e bassamente demagogica fa credere, in Francia come in Italia, in Europa come negli Stati Uniti, che di carovita, disoccupazione, criminalità sono responsabili i migranti, proprio loro che ne sono in realtà le vittime.

lunedì 24 dicembre 2007

martedì 18 dicembre 2007

Sabato 22 Dicembre Catena umana contro le morti bianche!



1328: milletrecentovenotto morti ogni anno. E' la media dei caduti sul lavoro tra il 2003 e il 2005: poco meno di 4,5 morti al giorno di cui una è una donna. Nel 2006, 1280 "morti bianche". Il 2007 non mostra segni di inversione di tendenza. questo succede in italia, uno dei paesi più ricchi al mondo. Le morti sui luoghi di lavoro non sono incidenti. dipendono dall' avidità di chi rifiuta di rispettare le norme sulla sicurezza e dal disprezzo per la vita. la vita degli altri, naturalmente, la vita di chi per tirare avanti è magari costretto a camminare ore e ore di seguito su di una impalcatura a trenta metri dal suolo, senza protezioni di sorta. E dipendono anche dalla mancanza di leggi più stringenti. E del controllo da parte di chi sarebbe titolato nel farlo. Per questo ti chiediamo di partecipare alla catena umana di sabato 22 dicembre mattina alle ore 11.00 in Piazza Duomo a Milano. Per ricordare chi è morto e per costruire un nuovo percorso legislativo in questo campo. I Giovani Comunisti e le Giovani Comuniste saranno presenti, insieme al Prc e alle altre giovanili della Sinistra.Basta morti sullavoro!

venerdì 14 dicembre 2007

Oggi 14 Dicembre Giornata Nazionale di Mobilitazione Contro le Morti sul Lavoro!!Presidio dei Giovani de La Sinistra L'Arcobaleno Milanese!

I 4 operai morti nella recente tragedia della ThyssenKroup si aggiungono alle migliaia di vittime che ogni anno cadono nella battaglia più dura e difficile, quella per il lavoro. Sono 895 le lavoratrici ed i lavoratori che dal 1 gennaio ad oggi sono morti perché le norme di sicurezza non sono state rispettate, perché gli ispettori hanno deciso che era opportuno chiudere un occhio, perché uomini e donne sono state ricattati perché precari o in nero e costretti a lavorare in condizioni di pericolo.
I giovani e le giovani di questo paese hanno deciso che è venuta l’ora di dire basta a questa ecatombe, di fermare l’eccidio. Ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità:

Manifesteremo venerdì 14 dicembre, nella giornata delle due ore di sciopero nazionale indette dai sindacati dei metalmeccanici,
in tutte le città del Paese.
Chiediamo al governo e al parlamento di porre al centro della propria azione ogni misura necessaria per far cessare questa ecatombe, a partire dall’immediata cancellazione del precariato dal mercato del lavoro di questo paese, sino al varo di un piano straordinario di assunzioni perché le norme che garantiscono i lavoratori siano rispettate.
A Milano l’appuntamento è in P.za Cordusio dalle ore 17.00



Giovani Comunisti/e, Giovani SD, Fgci

martedì 11 dicembre 2007

15 Dicembre Manifestazione Internazionale No Dal Molin a Vicenza!

FOTO DAL CORTEO DEL 15 !:























1) L'appello
Da Vicenza all’Europa
14, 15, 16 dicembre:3 giorni di mobilitazione europea a Vicenza
Da oltre un anno, uomini e donne della città di Vicenza stanno lottando contro la costruzione di una nuova, immensa struttura militare statunitense, che non vogliamo sia costruita né nella nostra città nè altrove. Una lotta che vede accomunate persone di diversi orientamenti politici, con culture, linguaggi e storie diverse tra loro. Questa battaglia affonda le proprie radici nella difesa della terra e nel no determinato alla guerra, fonte di lutti e tragedie, nella richiesta di pace. La politica “ufficiale” ha mostrato, in tutta questa vicenda, il peggio di sé, tentando d’imporre una scelta del genere ad una comunità fortemente contraria. Senza alcuna differenza, i governi italiani di centrodestra e centrosinistra hanno deciso di passare sopra le teste dei cittadini.

Difesa dei beni comuni e del territorio, no alla guerra e nuove forme di democrazia e partecipazione ai processi decisionali, piena autonomia rispetto alla “politica”: questi sono stati, per noi del Presidio Permanente contro il Dal Molin, i punti cardinali per mantenere la rotta dentro questa vicenda. Insieme a molti altri uomini e donne di tutta Italia, abbiamo dato vita a manifestazioni imponenti, a cui hanno partecipato centinaia di migliaia di persone. Eravamo partiti dai nostri quartieri, nel silenzio, con poche forze, siamo riusciti a portare la contraddizione sul piano nazionale. Abbiamo appena concluso un festival, a cui hanno partecipato almeno 30.000 persone, per rilanciare la nostra lotta contro questo progetto di guerra. Siamo convinti che si debba però andare oltre, che anche questi stretti confini vadano superati. Abbiamo conosciuto, in questo nostro percorso, realtà in tutta europa molto simili alla nostra. Abbiamo incrociato forme di resistenza e di difesa dei beni comuni, del territorio e delle risorse naturali, così come comitati, associazioni e movimenti che lottano come noi per impedire l’installazione di nuove strutture militari funzionali alla guerra permanente e contro un folle processo di riarmo, e con tutte queste esperienze abbiamo condiviso l’assoluta mancanza di democrazia nei processi decisionali. Come un copione unico, abbiamo sentito le storie di chi, da Venezia con il Mose alla Val di Susa con l'Alta Velocità, da Napoli con i rifiuti a Cameri con la costruzione degli F-35, dalla Repubblica Ceca alla Germania, dall'Olanda a Heathrow, da Varsavia a Londra, ha impattato con un potere che si allontana sempre più dai bisogni e dalle volontà dei cittadini, imponendo dall’alto scelte non condivise.

Ora vogliamo superare nuovi confini. Siamo convinti che oggi sia possibile costruire uno spazio comune dei movimenti che, nelle loro differenze e peculiarità, portano avanti istanze di democrazia reale. Non vogliamo proporre forme di sintesi o semplificazione, non vogliamo costruire un movimento europeo che annulli le specificità di ognuno. Al contrario, vogliamo ragionare sulla costruzione di una rete in grado di far risaltare la ricchezza di questi movimenti. Per quel che ci riguarda abbiamo sempre preferito lavorare per allargare la partecipazione, per costruire spazi d’inclusione.

Siamo convinti che oggi l’Europa possa essere, allo stesso tempo, uno spazio attraversabile da queste istanze e una dimensione praticabile dai movimenti, nella loro autonomia, per produrre risultati effettivi, per misurare nel concreto la forza delle lotte. Abbiamo indetto, come Presidio Permanente contro il Dal Molin, un’iniziativa europea nei giorni 14, 15 e 16 dicembre, a Vicenza, con una grande manifestazione dei cittadini europei sabato 15 dicembre contro il progetto Dal Molin. Vogliamo, in quei giorni, far convivere queste complessità, metterle in relazione, con momenti di discussione e iniziative sul terreno della pace e del no alla guerra, della difesa del territorio e dei beni comuni, per ripensare assieme alle forme di partecipazione di fronte alla crisi della democrazia rappresentativa, sempre più autoreferenziale e lontana dai bisogni e dalle istanze dei cittadini. La proposta che facciamo è quella di costruire assieme un primo momento di discussione europeo, da tenersi a fine ottobre, per preparare nel migliore dei modi la scadenza di dicembre.


2)VERSO IL 15 DICEMBRE
LETTERA APERTA: SE NON ORA, QUANDO?
Non lo nascondiamo: siamo dei sognatori; vorremmo impedire alla più grande potenza militare mondiale di mettere casa nel nostro cortile. E’ vero, siamo anche un pò testardi; ce lo hanno detto in tutte le salse: «cari vicentini, mettetevela via, gli interessi della guerra saranno più forti dei vostri presidi». Pazzi? Può darsi: del resto, chi avrebbe montato un Festival-campeggio di 10 giorni?

Eppure, siamo ancora qui. In questi giorni raddoppiamo il nostro Presidio Permanente; tutto intorno, un silenzio assordante, fatto di quotidiani e telegiornali che, dopo aver assediato Vicenza in concomitanza con il grande corteo del 17 febbraio, ora non hanno più nulla da dire su un movimento che ha continuato a vivere di passione e determinazione. Un movimento che si esprime tra e con la gente di Vicenza, attraverso iniziative e manifestazioni continue: abbiamo tagliato i cavidotti funzionali alla nuova base Usa, occupato la Basilica Palladiana, piantato 150 alberi all’interno del Dal Molin; abbiamo bloccato, per tre giorni e tre notti, le bonifiche belliche – iniziate un mese fa – necessarie per iniziare la costruzione dell’installazione militare, e le donne del Presidio, sono andate a Firenze per boicottare l’ABC – azienda incaricata delle bonifiche – e proseguire la campagna dei blocchi.

Con i primi blocchi dei lavori abbiamo imparato, ancor di più, ad essere una comunità; e abbiamo sentito, da tante parti d’Italia, la solidarietà e la condivisione che tante donne e tanti uomini esprimono per la lotta vicentina.
Abbiamo chiesto, anche, che i 170 Parlamentari che si sono dichiarati contrari alla realizzazione della nuova base Usa mantengano la propria promessa: portare subito in Parlamento la moratoria sui lavori in attesa dello svolgimento della Seconda Conferenza sulle servitù militari e chiedere la desecretazione degli accordi militari bilaterali.
Questo, ad oggi, non è avvenuto: abbiamo già visto il Governo promettere di ascoltare la comunità vicentina e poi tradirla: c’è qualcuno che vuol seguire il solco tracciato da Prodi? Non portare subito in Parlamento la moratoria, infatti, significa comportarsi nello stesso modo del Presidente del Consiglio che, dopo aver promesso di voler considerare la vicenda alla luce della volontà della comunità locale, dichiarò dall’estero di non opporsi alle richieste statunitensi svendendo la nostra città.

Lo scorso 17 febbraio, insieme, abbiamo dimostrato quanto grande è il movimento che vuol battersi contro la guerra e la militarizzazione del territorio, per la difesa della terra e la costruzione di nuove pratiche di democrazia; ma Vicenza, da sola, è insufficiente a sostenere questa lotta che, pure, accomuna gran parte della popolazione locale: Vicenza è solo un villaggio nella grande comunità che crede in un altro mondo possibile. Abbiamo bisogno, ancora una volta, della vostra condivisione, della vostra partecipazione, della vostra solidarietà.

Abbiamo convocato, a dicembre, una tre giorni europea di confronto, contaminazione, approfondimento; vogliamo allargare i nostri orizzonti, conoscere nuove comunità, condividere altre lotte. Ma vogliamo, anche, dimostrare che la vicenda del Dal Molin è ancora aperta: per questo il 15 dicembre un grande corteo attraverserà le strade della nostra città. Abbiamo sempre detto che “se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia”: vi chiediamo di condividere il nostro sogno, ancora una volta, perché una terra senza basi di guerra possa diventare realtà.
Se non ora, quando? Vicenza chiama, ancora una volta: e noi siamo sicuri che risponderete in tanti. Perché Vicenza vive già al di fuori dei suoi confini.


lunedì 10 dicembre 2007

Tyssenkrupp: Protesta Gc Davanti all'unione industriali torinese


COMUNICATO STAMPA::// Giovani Comuniste/i-PRC:"Questi morti sulle vostre coscienze, ASSASSINI!!!" Antonio Schiavone, 36 anni - Bruno Santino, 26 anni - Angelo Laurino, 34 anni - Roberto Scola, 32 anni Sono nomi, volti e vite spezzate di lavoratori, operai siderurgici costretti a lavorare per dodici ore consecutive per un´azienda "in ristrutturazione" che ha già deciso tanti, troppi licenziamenti. E' in mezzo a questi disastri non possiamo che urlare una parola: ASSASSINI!! , diretta ai responsabili di questo ennesimo dramma.
E´ necessario individuare delle responsabilità politiche e morali e noi le abbiamo individuate e oggi contestate e sanzionate perché crediamo che questo incredibile e tragico bilancio quotidiano non è solo una questione di "mancati controlli", ma anche conseguenza di leggi che rendono le vite e il lavoro sempre più precarie e pericolose. E tra queste leggi ci sono la legge 30, il pacchetto Treu e di conseguenza questo Protocollo sul Welfare appena votato in parlamento, figlio dei ricatti dei Poteri Forti: Confindustria, sindacati confederali, parlamentari, governi e la lista potrebbe proseguire per intere pagine.
Per questo questa mattina, mentre il corteo procedeva verso la prefettura, abbiamo sanzionato simbolicamente col sangue dei lavoratori l´Unione Industriale di Torino, nonostante l´ennesimo atto di repressione da parte delle forze dell´ordine che alla nostra pacifica protesta ha risposto come al solito con manganellate, spintoni e insulti. Perché ci vogliono moderni schiavi al servizio delle imprese, senza diritti e senza dignità. Perché la precarietà uccide e le leggi e coloro che le sostengono sono i veri mandanti di questi omicidi.Perché urliamo basta! all´ipocrisia di chi in questi giorni piange lacrime di coccodrillo ma che ha sulla coscienza la responsabilità politica dell´accaduto.
Giovani Comuniste/i Piemonte

domenica 2 dicembre 2007

500 A MELZO CONTRO BREBEMI E TEM!
















Bè..C'è poco da dire sul corteo..Se non che..se questo è l'inizio della mobilitazione,che inizio!! in 500, con le bandiere, i colori più vari hanno sfilato per melzo contro le grandi opere che devasteranno la Martesana. Fra loro,gli studenti e le studentesse del Milanese e della bassa, la Sinistra Unita in piazza, Legambiente, i sindacati di base, gli anarchici.

Questo non è che l'inizio!