domenica 11 novembre 2007

NO AGLI OGM PERCHE'

“Italia ed Europa liberi da Ogm (Organismi geneticamente modificati)” è il titolo della consultazione nazionale promossa da una trentina di associazioni e imprese, tra cui: Wwf, Coop, Libera, Legambiente, Greenpeace, Federconsumatori, Acli, Codacons, Cna Alimentare, Confartigianato e molte altre ancora.

Anche Ecobio ha aderito a questa iniziativa, organizzando, in collaborazione con i GC (Giovani comunisti) di Milano e Provincia e con la Coop di Vignate, banchetti informativi sul territorio vignatese e non.

Ma quali sono i motivi di questa campagna? Perché tutte queste associazioni non vogliono gli Ogm? Quali sono i pro e i contro di questo tipo di sementi?

La complessità del problema è notevole e le opinioni a riguardo sono contrastanti, perciò ci siamo documentate approfonditamente e abbiamo cercato di rendere più semplici ed accessibili le informazioni che abbiamo appreso, pur se con notevoli difficoltà.

Tante ragioni per una campagna

Le ragioni di questa campagna sono, innanzitutto, di promuovere uno sviluppo dell’agroalimentare italiano “moderno, innovativo, mirato alla qualità della vita e della nostra salute, attento alla biodiversità, sicuro e rispettoso dell’ambiente e del clima”, oltre che della qualità dei prodotti. Gli Ogm sono incompatibili con questi obiettivi, in quanto sono “economicamente non convenienti e, per di più, ci priverebbero, omologandoci, della eccezionale originalità dei nostri prodotti”.

Gli Ogm sono vegetali in cui è stata inserita una parte del Dna di altre piante o animali, a livello genetico. Questo viene fatto con lo scopo di rendere il vegetale di partenza più resistente a condizioni sfavorevoli, come ad esempio situazioni climatiche proibitive per la sua crescita. Perciò è molto diverso dagli innesti, che vengono praticati da centinaia di anni da contadini di tutto il mondo, per migliorare le specie vegetali, senza modificare il corredo genetico della pianta in laboratorio.

Questi nuovi interventi sono un attacco alla biodiversità, cioè alla diffusione di un ampio numero di varietà diverse per ogni specie vegetale, in quanto selezionano pochi tipi di sementi per la coltivazione in ogni zona del mondo. Non sono più le varietà vegetali ad adattarsi naturalmente a climi e ambienti, e a regalarci sapori, forme, colori e contenuti nutrizionali diversi per le varie latitudini della Terra, ma si creano in laboratorio poche specie adatte per ogni luogo, impoverendo così l’ecosistema, oltre che la nostra tavola. Infatti, uno degli obiettivi dell’ingegneria genetica è quello di creare varietà vegetali contenenti vaccini o nutrienti che non sono presenti in natura in quella pianta.

Così, primo o poi, rischiamo di trovare un solo tipo di mele, uno solo di insalata: quella geneticamente modificata. Il contrario della biodiversità, la grande varietà di specie presenti in natura, che va salvaguardata.

Molti rischi per la salute

Noi abbiamo ancora altri motivi per opporci fermamente agli Ogm.

Sebbene le aziende produttrici sostengano che gli Ogm non abbiano bisogno di fitofarmaci e diserbanti, dannosi per la salute e per l’ambiente, perché sono più forti delle piante allo stato naturale, molti studi dimostrano il contrario. Gli Ogm infatti possono essere coltivati solo con l’utilizzo di specifiche sostanze chimiche e provocano molti più danni rispetto alle coltivazioni convenzionali.

Secondo alcuni studi, a causa di componenti di Dna usati per modificare geneticamente certe piante, gli Ogm aumentano il rischio di reazioni allergiche e autoimmuni; potrebbero avere un’azione cancerogena o causare intossicazioni o tossicità a vari livelli (neurologico, respiratorio, gastrointestinale, ematologico e genetico), oltre a un aumento del rischio di avere aborti spontanei.

Infatti, il Dna degli Ogm sopravvive al processo digestivo e potrebbe trasferirsi nel nostro patrimonio genetico.

Corriamo questi rischi non solo consumando vegetali Ogm, ma anche mangiando carni e alimenti derivati da animali che sono stati nutriti con mangimi contenenti Ogm, come avviene in molti allevamenti.

… non solo umana

Anche gli animali, attraverso la catena alimentare, subiscono effetti simili a quelli umani, a causa del contatto con gli Ogm. I più colpiti sono gli insetti, soprattutto quelli utili per l’agricoltura, e i lombrichi, ai quali alcune delle sostanze usate per produrre Ogm possono provocare un’alta mortalità o seri danni intestinali. Inoltre, possono inibire funghi e batteri benefici per il terreno.

I danni si estendono al regno vegetale: i semi geneticamente modificati possono “contaminare” i campi vicini, coltivati con sementi “naturali”, rendendoli sterili o trasferendo loro il Dna modificato. È questa la ragione della forte resistenza alla cosiddetta sperimentazione “in campo aperto”.

In sostanza, perché firmare

Da un punto di vista socio-economico, gli Ogm rendono i contadini dipendenti dalle aziende produttrici, in quanto i semi modificati geneticamente sono sterili, per cui non è possibile produrre da sé la semenza per l’anno seguente. In più, necessitano di specifici prodotti per la coltivazione, che tra l’altro impediscono la coltivazione col metodo della lotta integrata o comunque con un minor utilizzo di sostanze chimiche di sintesi.

Secondo le aziende produtrici, la sterilità dei semi Ogm è una cosa positiva, poiché evita la diffusione dei pollini geneticamente modificati. Cosa che, come si è visto prima, avviene ugualmente.

Perciò, se gli Ogm venissero liberalizzati, non avremmo alcun modo per proteggerci dalle loro possibili conseguenze.

Tutte queste ragioni ci paiono più che sufficiente per rifiutare in toto gli Ogm e aderire a questa campagna, chiedendovi di fare altrettanto, firmando la petizione.

lunedì 5 novembre 2007

Foto dal presidio contro la tangenziale Est-est..

Oggi 5 Novembre, nel giorno della firma dell'accordo di programma al Pirellone tra provincia, regione e ministro Di Pietro, una settantina di persone hanno protestato contro questa ennesima opera inutile e devastante,unendosi al presidio indetto da Legambiente. C'erano anche i/le Giovani Comunist*!Ecco le foto!

domenica 4 novembre 2007

4 Novembre 2007: 1000 persone alla marcia Novara-Cameri contro gli F-35 e le produzioni di morte














Oggi, tradizionalmente giornata nazionale delle Forze Armate, un migliaio di persone provenienti da tutto il nord Italia si sono cimentate questo pomerigggio in una lunga marcia No-War di 10 km dal centro della città di Novara all'aereoporto militare di Cameri per dire "No alla guerra e No alle fabbriche di morte".Nei progetti delle multinazionali delle armi e del governo italiano, la provincia novarese dovrebbe diventare uno dei punti strategici della retroguardia produttiva della guerra globale e permenente. Un territorio già pesantemente asservito a queste logiche belliche che nei piani dei signori del comando globale dovrebbe diventare il tassello principale nella produzione dei caccia americani (di "nuova generazione") F35.Gli amministratori locali si sono mostrati estremamente asserviti agli ordini che gli sono giunti dall'alto, dando il loro assenso al progetto di morte e complicità che si prospetta per gli abitanti di Cameri, di Novara e dei dintorni. Ma non tutt* novaresi si sono inchinati. Molti di loro non hanno esitato oggi a percorrere ed attraversare una manifestazione lunga e impegnativa pe riafferamre la contrarietà a politiche di guerra e di decisioni imposte dall'alto senza consultazioni né processi condivisi.Numerosissime le presenze corse in aiuto da fuori: da Torino, Milano, Vercelli, Aessandria, varesotto, giù fino al Veneto e il Trentino-Alto Adige. Presenti anche delegazioni No Tav e No Tav-Kein Bbt. Grossa la presenza di vicentin* del movimento No Dal Molin. Ad aprire il corteo maschere raffiguranti Prodi-mostri (più altri degni compari) e il coordinamento di antagonismo studentesco raggruppante i giovani studenti medi di Novara e Vercelli.Presente anche una delegazione di Disarmiamoli che prima del corteo continuava l'opera di raccolta firme per la proposta di legge d'iniziativa popolare contro le basi e per il disarmo.
La manifestazione di oggi ha costituito un tassello importante in direzione della
3 giorni europea contro le basi militari che si terrà a Vicenza a metà dicembre. Essa ha riaffermato il carattere non guerrafondaio ma determinato dei movimenti sociali, nella loro volontà di decidere dal basso e contare sulle grandi e piccole questioni che informano la vita di tutti i giorni. Hanno ribadito ancora una volta la necessità di un altra politica e di un altro modello di sviluppo. Per ulteriori informazioni e specifiche tecniche sul progetto F35:Sito Internet: www.nof35.org

giovedì 1 novembre 2007

5/10 Presidio sotto il Pirellone contro la Tangenziale Est Esterna e la firma dell'accordo di programma!!Facciamo sentire ai sindaci la nostra voce!

Martedì 30 in Regione si è tenuta l’ultima Assemblea dei Sindaci, con all’ordine del giorno la sottoscrizione dell’ “Accordo di programma per la realizzazione della TEM e la mobilità nell’est milanese e nel Nord lodigiano”.
In quella sede i Sindaci dei comuni coinvolti da queste opere dovevano esprimersi dando o meno mandato ai propri rappresentanti per sottoscrivere tale accordo, ultima possibile opposizione “istituzionale” a questo progetto, dopo il benestare di Governo, Province di Milano e Lodi, e Regione.
Il Sindaco di Melzo, Sabbioni, si è fatto portavoce di tutta l’assemblea proponendo un documento da allegare al suddetto accordo, con il quale i Sindaci ribadivano tutte le critiche fin dall’inizio mosse e la netta CONTRARIETA’ al progetto della tangenziale est esterna.
In questo modo, pur apprezzando il lavoro di mediazione svolto in questi mesi e l’introduzione nel disegno di altre opere comunque ritenute fondamentali, i Sindaci rimanevano fermi sulla posizione iniziale di contrarietà. All’approvazione di questo documento era subordinata la sottoscrizione dell’accordo di programma.
Dopo l’intervento dell’Assessore regionale Cattaneo, il quale sottolineò l’incongruenza di una posizione, quella dell’Assemblea dei sindaci, che di fatto sottoscriveva un accordo di programma titolato “… per la realizzazione della Tem..” e contemporaneamente ribadiva la contrarietà all’opera, il documento è stato modificato.
Eliminato tutto il capello con i dati che evidenziano l’inutilità di opere come Tem e Bre Be Mi, ed eliminata la parola “contrarietà” sostituita con una perifrasi più soft.
I sindaci, a questo punto, hanno approvato a larga maggioranza il documento dando mandato ai loro rappresentanti di sottoscrivere l’accordo di programma (qualche astenuto, contrari solo Pessano e Vizzolo).
La firma definitiva avverrà lunedì 5 novembre, alla presenza del Ministro Di Pietro.
Fare sentire la nostra voce è fondamentale ora più che mai… iniziano a girare mail come quella qui sotto, che invitano alla mobilitazione contro la firma di un accordo che di fatto non esiste, perché trova i Sindaci e le popolazioni contrarie ad un’opera inutile e distruttiva per i nostri territori.
APPUNTAMENTO PER LUNEDì 5 NOVEMBRE, ORE 16.00, DAVANTI AL PIRELLONE.

mercoledì 31 ottobre 2007

4 Novembre: tutt* a Novara contro la guerra permanente!!No ai caccia F35,nè a Novara nè altrove!


L’appello:
Si avvicina il 2008. E con il nuovo anno si avvicina pure il momento in cui inizieranno a costruire lo stabilimento per l’assemblaggio dei nuovi cacciabombardieri americani F35.
Entro la cinta dell’aeroporto militare di Cameri (a pochi chilometri da Novara) Lockheed Martin ed Alenia avvieranno a breve le operazioni necessarie per cominciare la produzione dei micidiali cacciabombardieri di nuova generazione.

I prototipi degli F35 già volano nei cieli degli USA: i primi collaudi hanno lasciato molto soddisfatti i militari, felici, evidentemente, di poter disporre di un nuovo ipertecnologico strumento di morte. Il nostro Paese non è voluto restare indietro nella corsa agli armamenti: sono aumentate le spese per l’acquisto di nuovi sistemi d’arma e diverse missioni cosiddette di pace vengono disseminate qua e là nel mondo, a seconda della fantasia guerrafondaia dei governi che si succedono negli anni che passano. Governi di diversa composizione politica e purtuttavia simili nel concepire una politica estera di aggressione nei confronti di territori altrui e di asservimento alla politica di potenza degli Stati Uniti d’America e della Grande Europa.
Noi, che da sempre rifiutiamo la guerra come pure ogni altro strumento di dominio, non possiamo evitare di alzare alta la nostra voce contro l’ennesima impresa militare che, tra l’altro, stravolgerà pure il nostro territorio compreso entro i confini del parco del Ticino. Ad ogni modo, al di là di ogni questione relativa all’impatto ambientale, costruire cacciabombardieri significa senza dubbio preparare strumenti di sterminio di massa, significa preparare gli attrezzi per la conquista di territori “nemici”, a sostegno della predazione di risorse economiche sempre più scarse e sempre più contese.
Il Coordinamento contro gli F35 ha già organizzato, il 19 maggio scorso, un grande corteo per le strade del centro di Novara. Più di un migliaio di persone hanno percorso la città in modo festoso e deciso, urlando a più riprese un’opposizione intransigente contro tale nuova impresa di morte. Ma non possiamo fermarci: dobbiamo continuare a contrastare il progetto F35, dobbiamo dimostrare che la gran maggioranza della popolazione italiana si oppone ad ogni guerra ed allo sperpero di denaro pubblico nella costruzione e nell’acquisto di strumenti di morte.
Il 22 ed il 23 settembre, a poca distanza dal recinto dell’aeroporto militare di Cameri, ci siamo riuniti per discutere sulle prossime iniziative da porre in atto. Prima tra tutte la grande marcia antimilitarista verso l’aeroporto militare di Cameri: il 4 novembre (proprio nel giorno sacro ai militaristi di casa nostra), ci dirigeremo a migliaia verso il luogo dove vogliono costruire l’ennesima fabbrica di morte.
E ancora una volta urleremo chiaro e forte il nostro no agli F35.

lunedì 22 ottobre 2007

Diciamo no all' Expò come alla Brebemi! Due grandi opere, un'unica lotta per un diverso modello di sviluppo

Ecco le foto del presidio contro l'Expo del 24!












Fermiamo l'Expo !!! Mercoledì 24 Ottobre, mentre i commissari del B.i.e. ( che decideranno se assegnare a Milano o ad Smirne la location della Esposizione Mondiale Expo), saranno in visita ufficiale a Milano, gli studenti e le studentesse insieme ai movimenti manifesteranno la loro contrarietà all'ennesima grande opera devastante per il territorio ed utile solo agli interessi finanziari degli speculatori edilizi...L'Expo, come la Brebemi, la Tav, la Tem, la fiera di Rho, non è un progetto isolato, ma si inquadra perfettamente in un più ampio piano di saccheggio e snaturamento del territorio Milanese e Lombardo. Formigoni e Moratti sognano una Milano di grattacieli, fiere, autostrade e shopping center non a misura d'uomo, ma a misura esclusiva d'azienda e d'imprenditore. Al cittadino , se passeranno queste opere, non resterà altro che produrre, consumare, stare zitto, morire..Nessuno invece si preoccuperà della necessità di spazi di aggregazione, di mezzi pubblici, di altri tempi di vita.

Ma noi non ci stiamo!Non subiremo, muti e passivi come ci vorrebbero, questi progetti folli, e il 24 inizieremo a gridarlo al mondo!!

APPUNTAMENTI CONTRO L'EXPO

MERCOLEDì 24 OTTOBRE


ORE 9.00 CORTEO STUDENTESCO DA LARGO CAIROLI


ORE 17.00 PRESIDIO INFORMATIVO IN PIAZZA CORDUSIO


VENERDì 26 OTTOBRE


ORE 21.00 ASSEMBLEA METROPOLITANA VIA SANSOVINO,9

domenica 21 ottobre 2007

Happening No Brebemi a Treviglio!!


HAPPENING NO BREBEMI
DOMENICA 21 OTTOBRE
DALLE 9 ALLE 19
TREVIGLIO (BG) - PIAZZA GARIBALDI


INFO-POINT: libri e materiale informativo

MOSTRA: "LUOGHI RESISTENTI" (patto di mutuo soccorso)
L'ITALIA CHE RESISTE ALLE GRANDI E INUTILI INFRASTRUTTURE, ALLE LOGICHE DI GUERRA, ALLE FABBRICHE INQUINANTI, ALLE FORSENNATE POLITICHE ENERGETICHE, AI RIFIUTI E ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA

BIM BUM BAND: TAMBURI CONTRO LA BREBEMI (musica di strada)


Contro un vissuto quotidiano sempre piu' pianificato la lotta contro la BREBEMI , le grandi opere e tutte le nocivita' resta una priorita'.

Domenica 21 ottobre scendi in piazza a gridare il tuo dissenso.

COSA CI CHIEDONO

- di assistere in silenzio ad un ulteriore erosione dei beni comuni e delle risorse vitali;
- di ospitare sul un territorio già caratterizzato da una cementificazione marcata un'ondata di nuove nocività, proprio quando l'indice di concentrazione di malattie legate all'inquinamento è ai massimi storici;
- di accettare in modo fatalistico una sempre più evidente dipendenza energetica, alimentare e idrica da altri paesi;
- di accettare una pianificazione della propria esistenza fattasi sempre più gregaria.

COME "LA STANNO VENDENDO"

- attraverso politiche populiste che fanno leva su una spettacolarizzazione del malcontento popolare, indotte esigenze di mobilità, motivi strutturali e di adeguamento subordinati all'imperativo della crescita economica;

CHI CI GUADAGNA

- le reti clientelari che circoscrivono la lobby del tondino e del cemento;
- i centri di potere che attraverso abomini legislativi cercano di dare agibilità ai reali ecoterroristi.

CHI CI PERDE

- le popolazioni locali sempre più strette e soffocate dal doppio vincolo della delega e della dipendenza;